Un divenire costante e destabilizzante che influenza l’uomo contemporaneo nelle proprie scelte e visione del mondo.

I lavori di Nadia Fanelli diventano indagine sull’individuo come spettatore di uno scenario contemporaneo, caratterizzato dal continuo e repentino cambiamento.

È una riflessione sulla percezione soggettiva della realtà, spesso lontana da quella standardizzata per la collettività. Una ricerca artistica che si fonda sulla volontà di rappresentare il presente nella sua eterna mutevolezza che lascia traccia nella memoria solo con la percezione soggettiva di ciò che è stato visto e vissuto.

Ecco quindi che si mette in moto un incessante processo di sedimentazione, di visioni, esperienze, emozioni, che vengono tradotte sulla tela da numerosi strati sovrapposti di colore e resina, utilizzati in diversi spessori. L’immagine viene resa più o meno leggibile e talvolta distorta fino alla totale astrazione, immergendola in colature di resina trasparente come se si volesse invitare l’occhio di chi osserva a guardare più in profondità e non a fermarsi in superficie.

L’arte di Nadia Fanelli è scomporre e smaterializzare.

Una filosofia che opera attraverso i suoi quadri e crea un discorso non solo estetico ma anche concettuale. Immergersi nello sfaldamento e nelle note liquide dei colori dell’artista è capirne la filosofia. La tecnica di lavoro che Nadia usa nei quadri vuole rappresentare l’aspetto liquido della società odierna, riconducendosi all’attenta analisi sulla nostra epoca di Zygmunt Bauman.